Il direttore di palco di Vasco Rossi lascia dopo più di 40 anni
Blasco, "abbiamo avuto una discussione durante le prove e si è sentito offeso"
Titoli di coda per la collaborazione tra Vasco Rossi e lo storico direttore di palco Diego Spagnoli, un rapporto cominciato nell'ormai lontano 1982. Le voci si rincorrevano da qualche giorno e oggi, tramite social, da entrambe le parti è arrivata l'ufficializzazione. "La scelta è solo ed esclusivamente mia e non dirò mai il perché", ma "nessun direttore artistico o vertice ha deciso la mia rinuncia", ha annunciato Spagnoli in un video, commentato poi con un lungo post dal Komandante. "Non c'è alcun mistero - spiega Vasco - Lui non ve lo dirà mai, ve lo dico io: durante le prove abbiamo avuto una discussione sul palco, davanti a due persone. Ero nervoso e teso, ma non è una giustificazione. Gli ho detto quello che pensavo e lui si è sentito offeso. Mi dispiace. Ha portato a termine il tour con grande professionalità e, dopo l'ultimo concerto, mi ha mandato un video spiegandomi le sue ragioni". "Naturalmente Diego, il mio complice sul palco, non è sostituibile, ma dobbiamo andare avanti e troveremo una soluzione per continuare lo spettacolo", sottolinea Vasco, che si dice dispiaciuto per la scelta "di lasciare questa avventura proprio adesso che ci prepariamo a festeggiare cinquant'anni di musica sempre al massimo, con dieci concerti a Roma, la più grande Residency mai realizzata in Italia. Tutto giugno insieme, per una specie di 'giubileo' laico". "Quando c'è un Giubileo - commenta Spagnoli - io vado a San Pietro, Vaticano... Che non è Roma!". "Il fulmine a ciel sereno delle tue dimissioni - scrive ancora Vasco Rossi - non sarà indolore. Non lo sarà per motivi affettivi ma soprattutto non lo è per le ragioni organizzative che ci costringi ad affrontare e che ben conosci. Non per questo desisteremo dai nostri impegni col pubblico che fino a ieri (forse anche con un po' di egocentrismo) consideravi anche tuo".
H.Klein--BVZ