Berliner Volks-Zeitung - Individuato il circuito cerebrale che lega appetito e ricordi

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Individuato il circuito cerebrale che lega appetito e ricordi
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Individuato il circuito cerebrale che lega appetito e ricordi

Nei topi, apre a nuovi trattamenti per disturbi alimentari e obesità

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È stato individuato il circuito cerebrale che lega l'appetito ai ricordi, permettendo alle esperienze passate di influenzare le attuali preferenze in fatto di cibo. Il risultato, ottenuto nei topi, si deve al gruppo di ricercatori guidato dal Mass General Brigham di Boston, che lo ha pubblicato sulla rivista Neuron. La scoperta suggerisce che un'alterazione di questo circuito potrebbe essere tra le cause di disturbi dell'alimentazione e obesità, e ciò significa che questi neuroni potrebbero rappresentare un bersaglio per nuovi trattamenti. Osservando l'attività cerebrale di topi, i ricercatori coordinati da Amar Sahay hanno dimostrato che ci sono dei neuroni che hanno il compito di trasmettere informazioni tra l'ippocampo, la regione che immagazzina i ricordi, e l'ipotalamo, che invece controlla l'alimentazione. Tali neuroni producono prodinorfina, una molecola che, una volta attivata, genera sostanze oppioidi come la dinorfina che svolgono un ruolo importante nella regolazione del dolore e nei circuiti di gratificazione e ricompensa. Silenziando queste cellule o impedendo la produzione di prodinorfina, gli autori dello studio hanno osservato che gli animali avevano un appetito insolitamente elevato anche in luoghi che non gli erano familiari, mentre stimolando gli stessi neuroni i topi erano più propensi a non mangiare. "Una disfunzione nella produzione di dinorfina o nei circuiti neurali che la utilizzano può contribuire a disturbi alimentari", afferma Travis Goode, primo firmatario della ricerca. "Questi risultati - aggiunge Sahay - potrebbero far luce su terapie per trattare i disturbi alimentari negli esseri umani, come il binge eating, che derivano in parte dalla perdita di controllo associato al contesto o di calibrazione dell'alimentazione".

L.Riedel--BVZ