Il libro della vita online 25 anni fa, da allora moltissimi risultati
Gustincich: 'come il primo passo sulla Luna. L'IA sta imparando a leggerlo
Il grande libro della vita veniva pubblicato online 25 anni fa: una dopo l'altra le lettere che costituiscono il Dna contenevano una grandissima quantità di informazioni e da allora hanno generato una valanga di risultati, dando vita a nuove discipline. Oggi anche l'intelligenza artificiale ha cominciato a leggerlo, con ricadute che aiutano a capire molte malattie. "È stato come il primo passo sulla Luna", osserva il direttore del Centro di Genomica clinica e computazionale dell'Istituto Italiano di Tecnologia ad Aosta e responsabile della linea di ricerca 'Rna non codificante e terapie basate sull'Rna dell'Iit. Si riferisce al momento in cui, il 15 febbraio 2001 per la prima volta diventavano accessibili a tutti i dati sul patrimonio genetico umano, pubblicati dalle due più note riviste scientifiche internazionali: mentre Nature pubblicava i risultati ottenuti dal gruppo internazionale del progetto Genoma Umano, Science pubblicava i risultati ottenuti dalla Celera, l'azienda privata fondata da Craig Venter che aveva annunciato per prima il sequenziamento del genoma umano. Presentati in una conferenza stampa fra Washington e a Londra, quei risultati ebbero una risonanza enorme in tutto il mondo. Alcuni di quei risultati avevano fatto balzare sulla sedia alcuni ricercatori e, tra questi, il fatto che i geni umani fossero molto meno numerosi del previsto: non circa 100.000 come ci si aspettava, ma fra 28.000 e 40.000. Vale a dire che i geni umani sono appena il triplo rispetto ai 13.000 del moscerino della frutta (Drosophila), circa il doppio rispetto ai 18.000 del verme Caenorhabditis elegans e quasi un terzo in più di quelli di una piantina, l'Arabidopsis thaliana, che ne ha 26.000.
St.Peters--BVZ