

Pemex difende la sua azione preventiva contro la corruzione
Messico: 'Indagini iniziate nel 2020, prima delle accuse Usa'
Il governo messicano ha assicurato che Pemex aveva avviato indagini interne già nel 2020 sulla rete di corruzione denunciata dagli Stati Uniti, che avrebbe garantito contratti milionari in cambio di tangenti all'interno dell'azienda petrolifera statale messicana. Lo ha precisato oggi la ministra anticorruzione del Messico, Raquel Buenrostro, spiegando che i tre funzionari coinvolti nell'inchiesta statunitense non lavorano più in Pemex e che cinque audit sospetti verranno riaperti. L'inchiesta statunitense, deflagrata questo mese, coinvolge l'imprenditore Alejandro Rovirosa Martínez e il politico Mario Alberto Ávila Lizárraga, entrambi messicani ma residenti in Texas, accusati di pagare oltre 150mila dollari in tangenti tra il 2019 e il 2021. Rovirosa è stato arrestato, mentre Ávila è ancora latitante. Tra i dirigenti segnalati da Washington figura anche Erick Núñez Albarrán, rimasto in Pemex fino al dicembre 2024.
L.Becker--BVZ