Luna, crateri più antichi e bui i luoghi chiave per trovare acqua
Ristretto il campo alle aree più promettenti per le future missioni spaziali
Sono i crateri più antichi e bui che si trovano nei pressi del polo Sud, quelli che non vedono la luce del Sole in alcuni casi da miliardi di anni, i luoghi chiave più promettenti per trovare acqua sulla Luna. A restringere il campo è lo studio pubblicato sulla rivista Nature Astronomy da ricercatori dell'Università del Colorado a Boulder e dell'Istituto di scienze planetarie di Tucson, in Arizona. La ricerca dà informazioni cruciali per le future missioni spaziali dirette sul nostro satellite, che potrebbero sfruttare il ghiaccio presente in loco sia per ricavarne acqua potabile sia per produrre carburante per i razzi. Ma fornisce anche indizi sul modo nel quale l'acqua è giunta sulla Luna, un mistero che incuriosisce gli scienziati da decenni: i risultati suggeriscono che si sia accumulata in modo più o meno continuo per miliardi di anni, invece di arrivare con un unico grande impatto grazie a una cometa. Per fare luce sulla questione, Oded Aharonson e Paul Hayne dell'Università del Colorado (il primo è attualmente al Weizmann Institute of Science israeliano), insieme a Norbert Schörghofer dell'Istituto di scienze planetarie, hanno usato i dati sulla temperatura della superficie lunare raccolti dal Lunar Reconnaissance Orbiter della Nasa e li hanno combinati con simulazioni al computer per stimare l'evoluzione dei crateri. I risultati indicano che la Luna non ha sempre avuto l'orientamento attuale: la sua inclinazione rispetto alla Terra è cambiata nel corso del tempo e, dunque, alcuni dei crateri che oggi si trovano in ombra non lo sono stati sempre. Grazie a questa informazione, gli autori dello studio hanno stilato un elenco dei crateri che sono rimasti al buio per più tempo, che sono anche quelli dove sono state rilevate le maggiori tracce di ghiaccio. Tra i candidati più promettenti c'è sicuramente il cratere Haworth, che è probabilmente rimasto in ombra per oltre 3 miliardi di anni.
A.Nagel--BVZ