Egualia, 'Con farmaci equivalenti risparmiati 8,2 miliardi di euro in 10 anni'
Con le prossime scadenze dei brevetti possibile un ulteriore impatto di 1,2 miliardi
Tra il 2016 e il 2025, i farmaci equivalenti, biosimilari e medicinali off-patent hanno generato 8,2 miliardi di euro di risparmi, liberando in media oltre 800 milioni di euro l'anno da reinvestire nel sistema sanitario. Solo nel 2025, il risparmio generato dai farmaci accessibili ha superato gli 850 milioni di euro. Nei prossimi anni questo contributo potrebbe rafforzarsi ulteriormente: se l'Italia raggiungesse livelli di utilizzo dei farmaci equivalenti analoghi a quelli della Germania, il sistema sanitario potrebbe liberare oltre 25 miliardi di euro in dieci anni. A questa prospettiva si aggiunge inoltre il prossimo patent cliff, con la scadenza di numerosi brevetti farmaceutici tra il 2026 e il 2028, che potrebbe favorire l'ingresso di nuovi equivalenti e biosimilari e generare ulteriori risparmi stimati in circa 1,2 miliardi di euro. È il quadro che emerge dall'XI Rapporto dell'Osservatorio sui farmaci accessibili di Egualia, l'organo di rappresentanza dell'industria dei farmaci generici equivalenti, biosimilari e value added medicines, realizzato con il contributo di Nomisma e Teha Group e presentato oggi a Roma. Nel rapporto viene analizzato anche l'impatto dei farmaci equivalenti sulla spesa farmaceutica ospedaliera. Nel 2025, a fronte della sostanziale stabilità delle quantità acquistate, la spesa ospedaliera ha raggiunto 13,1 miliardi di euro, con un incremento del 5,2% rispetto ai 12,5 miliardi del 2024. Di questa spesa, i farmaci coperti da brevetto ne hanno assorbito nel 2025 il 94,7%, portando ulteriormente avanti la concentrazione del valore già osservata negli anni precedenti (93,3% nel 2024). Al contrario, si riduce l'incidenza dei branded off patent, dal 4,7% al 3,2%, mentre gli equivalenti mantengono una quota sostanzialmente invariata, pari al 2,1%. Il mercato ospedaliero - viene sottolineato dall'Osservatorio - si caratterizza quindi sempre più per una netta polarizzazione tra una componente di farmaci in patent, che concentra quasi interamente la spesa, e un segmento off patent che, pur rappresentando una parte rilevante dei volumi, ha un peso molto più contenuto in termini economici. "Oggi l'Italia è agli ultimi posti in Ue per quanto riguarda la penetrazione degli equivalenti - ha affermato Riccardo Zagaria, presidente di Egualia -. Questo avviene perché c'è un fattore culturale che però porta gli italiani a pagare più di un miliardo di tasca propria per poter prendere il farmaco originario. Questo è un dato inaccettabile, così come è inaccettabile la disparità tra le Regioni: al Nord la penetrazione del generico è il doppio rispetto al Sud Italia".
St.Bauer--BVZ