Berliner Volks-Zeitung - Aifa, '2.600 farmaci carenti ma solo una ventina vanno reperiti all'estero'

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Aifa, '2.600 farmaci carenti ma solo una ventina vanno reperiti all'estero'

Aifa, '2.600 farmaci carenti ma solo una ventina vanno reperiti all'estero'

Duemila hanno alternative. "Una sfida per il sistema ma nessuna emergenza attuale"

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Sono meno di 2.600 i farmaci 'temporaneamente carenti' a settembre 2026. Ma, di questi, quelli mancanti e necessari sono circa una ventina: per renderli disponibili ai pazienti è necessario quindi attivare l'iter di importazione. Emerge dal dossier realizzato dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) sulle carenze di medicinali, in cui si precisa che il fenomeno "non rappresenta oggi un'emergenza sanitaria, ma costituisce uno dei principali segnali di fragilità delle catene globali della salute". In Italia i medicinali commercializzati sono oltre ventimila. Dei 2.600 farmaci inseriti da Aifa nell'elenco di quelli carenti, circa 2.000 hanno un equivalente sul mercato nazionale (con stesso principio attivo, dosaggio e via di somministrazione) o un'alternativa a base di un diverso principio attivo ma indicati per la cura della stessa patologia. Per i restanti 600 farmaci, Aifa prevede l'autorizzazione all'importazione dall'estero. Ma, si legge, "si tratta per la maggior parte di vecchi farmaci ospedalieri. Infatti, solo una ventina di questi vengono effettivamente importati dalle strutture sanitarie, che per il resto optano per prodotti più moderni e dal profilo più favorevole per il paziente". Di fatto solo una ventina vengono effettivamente importati dalle strutture sanitarie. Numeri che confermano, spiega il dossier, "come il sistema sia in grado di assicurare comunque la continuità terapeutica" grazie anche a strumenti come il Tavolo Tecnico Indisponibilità istituito nel 2015, con il ministero della Salute. A pesare sulle indisponibilità, anche l'aumento dei costi di produzione e margini sempre più ridotti per alcuni medicinali essenziali possono scoraggiare gli investimenti produttivi. Fenomeno che si cerca di evitare attraverso strumenti come la procedure "fast track", ovvero percorsi di rinegoziazione mirati e rapidi. "I medicinali realmente privi di soluzioni alternative - spiega il presidente di Aifa Robert Nisticò - sono poche decine e proprio su questi concentriamo la massima attenzione attraverso strumenti come l'importazione dall'estero, il monitoraggio delle scorte e il coordinamento costante con Regioni, aziende sanitarie e operatori della filiera". "Quando si parla di carenze di medicinali - aggiunge - è importante partire dai numeri e non dalle percezioni. In Italia fanno rumore le oltre 2.000 specialità medicinali presenti negli elenchi delle carenze, ma nella stragrande maggioranza dei casi esistono farmaci equivalenti o valide alternative terapeutiche che consentono di garantire senza interruzioni la continuità delle cure".

E.Albrecht--BVZ