Fibrosi polmonare, in Campania una rete multidisciplinare per ridurre ritardi diagnostici
Il piano punta a rafforzare presa in carico e garantire accesso cure
Costruire un modello di cura condiviso tra ospedali, specialisti e territorio per ridurre i ritardi diagnostici e garantire ai pazienti con fibrosi polmonare idiopatica e forme progressive l'accesso a terapie innovative. E' l'obiettivo del progetto multidisciplinare "Fibrosi Polmonare in Campania - Consensus Regionale Ipf/Ppf", presentato oggi a Napoli. Dalla survey promossa da Sanitanova emerge un quadro critico nella gestione della malattia in Campania: per il 58% degli specialisti il principale ostacolo è il ritardo nell'accesso ai centri di riferimento. Solo il 17% dispone di una collaborazione multidisciplinare strutturata, mentre per il 44% manca continuità assistenziale e per il 31% è insufficiente il coordinamento tra ospedale e territorio. Un terzo dei medici ritiene fondamentale la presenza congiunta di pneumologo, reumatologo e radiologo già in fase diagnostica, mentre 7 su 10 chiedono una piattaforma digitale regionale per condividere referti, immagini e velocizzare le cure. "La fibrosi polmonare è una malattia invisibile perché i sintomi appaiono quando l'apparato respiratorio è già compromesso - spiega Massimo Triggiani, responsabile Uoc Immunologia clinica e Reumatologia, San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona - Vista anche la carenza di centri multidisciplinari sul territorio campano potrebbe essere importante sviluppare una Rete di Hub& Spoke". Per Enrico Tirri, direttore Uoc Reumatologia dell'Ospedale del Mare di Napoli: "oltre alla terapia con farmaci immunosoppressori ed antifibrotici - spiega- nella gestione delle patologie reumatologiche con impegno polmonare, è necessaria anche la gestione non farmacologica del paziente, con stili di vita adeguati". Il progetto punta anche a una rivoluzione organizzativa. "È fondamentale che le istituzioni regionali e le direzioni strategiche delle aziende sanitarie lavorino in stretta sinergia con gli specialisti, al fine di promuovere l'attività dei gruppi multidisciplinari", dichiara Fabio Perrotta, Associato Malattie dell'apparato respiratorio, Università della Campania "L. Vanvitelli". Sul piano clinico, infine, Giuseppe Fiorentino, direttore della Uoc di Fisiopatologia Respiratoria dell'Ospedale Monaldi, evidenzia che diagnosi precoce, presa in carico multidisciplinare e cure adeguate riducono i costi sanitari e migliorano la qualità di vita di pazienti e caregiver. Tra le novità, l'ipotesi di una rete regionale per i trapianti di polmone in Campania, per ridurre la migrazione sanitaria e le difficoltà di trasporto dei pazienti in grave insufficienza respiratoria.
A.Huber--BVZ