Prevenzione del melanoma, 'l'abito fa lo scudo più della crema'
Gli esperti, 'i filtri solari non bastano, 5 regole d'abbigliamento per proteggersi'
La prima linea di difesa contro il melanoma è l'abbigliamento, non solo la crema solare. A ricordarlo, in vista della Giornata Nazionale per la Prevenzione del Melanoma (2 maggio), la Fondazione Melanoma Onlus con la nuova campagna di sensibilizzazione "Vestiti di Prevenzione". Mirata a scardinare i falsi miti sull'esposizione solare e a promuovere l'abbigliamento come primo dispositivo di protezione, l'iniziativa è supportata da solide evidenze scientifiche. Secondo una recente analisi della Cancer Research UK, negli uomini, due melanomi su cinque (circa il 40%) vengono diagnosticati sul dorso (schiena, petto e addome), mentre nelle donne più di un terzo dei casi (35%) si manifesta sulle gambe. Queste variazioni riflettono le diverse abitudini sociali nell'abbigliamento, specialmente nei mesi più caldi: la tendenza maschile a stare a torso nudo all'aperto e quella femminile a indossare gonne e pantaloncini che espongono le gambe. "Sebbene l'invecchiamento della popolazione giochi un ruolo importante, quasi 9 casi su 10 sono legati all'eccessiva esposizione ai raggi UV - spiega Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma Onlus- Scottarsi anche solo una volta ogni due anni può triplicare il rischio di melanoma. I raggi UV possono essere forti a sufficienza per danneggiare la pelle da metà marzo a metà ottobre, anche quando il cielo è nuvoloso". Per proteggere la pelle dal sole è meglio indossare capi leggeri ma coprenti in lino o cotone, in colori scuri o vivaci perché assorbono meglio i raggi UV. Anche gli occhi vanno tutelati con occhiali a montatura avvolgente e lenti certificate. Fondamentale poi il cappello a tesa larga, che protegge viso, orecchie, collo e cuoio capelluto. Infine, utile scegliere capi con etichetta Upf, che garantiscono un'elevata protezione dai raggi ultravioletti. A rafforzare l'appello della Fondazione Melanoma sono i ricercatori della McGill University, che mettono in guardia contro il pericoloso "paradosso della crema solare", un fenomeno per cui l'uso dei filtri protettivi fornirebbe un falso senso di sicurezza, portando le persone a esporsi al sole in modo più pericoloso. Incrociando due studi è emersa un'associazione inattesa: l'uso di creme solari risulta collegato a un rischio più che raddoppiato di sviluppare il cancro della pelle. "Chi si espone maggiormente al sole tende a usare più crema - conclude Ascierto- ma non in quantità adeguata né adottando altre misure di protezione, esponendosi così a un rischio maggiore. La crema solare è fondamentale, ma non è una licenza di arrostirsi al sole".
C.Seifert--BVZ