Manovra: bonus Giorgetti confermato, più soldi in busta paga a chi rinvia la pensione
Contributi esentasse nello stipendio, il governo stima 7.500 adesioni
Più soldi in busta paga per chi sceglie di restare al lavoro anziché andare in pensione. La manovra proroga anche al 2027 il cosiddetto bonus Giorgetti (ex bonus Maroni), che permette ai lavoratori dipendenti di ricevere direttamente nello stipendio, senza pagare tasse, la quota di contributi previdenziali normalmente versata all'Inps. La misura, prevista dall'articolo 54 della legge di bilancio, riguarda chi matura entro il 31 dicembre 2027 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria e decide di rinviare l'uscita dal lavoro. Il governo - stando alla relazione tecnica - stima circa 7.500 adesioni alla proroga, ma solo il 15%, poco più di 1.100 lavoratori, sarebbe effettivamente spinto dall'incentivo a posticipare il pensionamento. Il bonus sembra intanto guadagnare terreno: nei primi otto mesi del 2026 le minori entrate contributive legate alla misura hanno raggiunto 21,8 milioni di euro, contro i 2,1 milioni registrati nel 2025. Per il 2027 si prevedono 16 milioni di minori contributi, che saliranno a 32,6 milioni nel 2028 e 33,3 milioni nel 2029. Somme quasi interamente compensate dai risparmi sulle pensioni rinviate, con un impatto complessivo sui conti pubblici pressoché nullo nei primi tre anni. Il vantaggio per chi resta al lavoro è uno stipendio più alto, a fronte della rinuncia all'accredito della propria quota di contributi previdenziali.
O.Berger--BVZ