Berliner Volks-Zeitung - Proteste e tensioni, a Marcinelle per il 70/o la cerimonia delle divisioni

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Proteste e tensioni, a Marcinelle per il 70/o la cerimonia delle divisioni
Proteste e tensioni, a Marcinelle per il 70/o la cerimonia delle divisioni

Proteste e tensioni, a Marcinelle per il 70/o la cerimonia delle divisioni

Fuori il presidio contro il governo. Sul palco l'arringa del sindaco di Charleroi

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Clima teso, proteste, gesti eclatanti: non è stata la solita cerimonia di Marcinelle quella che ha avuto luogo al Bois du Cazier in occasione del 70/0 anniversario della tragedia dei minatori. Già fuori dal recinto della miniera una sparuta ma rumorosa pattuglia di manifestanti ha atteso di prima mattina l'arrivo della delegazione italiana, guidata dal presidente del Senato Ignazio La Russa. L'intervento della polizia nei confronti del presidio, secondo il quotidiano Le Soir, è stato "muscolare". Poi, quando lo stesso La Russa ha preso la parola ha avuto luogo la clamorosa protesta di alcuni in platea, che si sono voltati di spalle rispetto al palco. A quel punto il capo delegazione di Fdi al Pe Carlo Fidanza ha puntato il dito contro la Cgil. Come si può vedere dalle immagini e come constatato dall'ANSA sul posto chi si è voltato di spalle portava al collo un fazzoletto con la scritta Fgtb-Cgil che pubblicizzava una iniziativa organizzata dai due sindacati - uno belga, l'altro italiano - ieri a Charleroi. A voltarsi di spalle - è stata questa la rivendicazione di Fgtb - sarebbero stati tuttavia solo i membri del sindacato belga, mentre Maurizio Landini, anche lui presente, ha spiegato che i membri della Cgil erano seduti più avanti, e non si sono voltati. Interpellata dall'ANSA, una delle persone protagonista della protesta, Martine Vandevenne, ha sottolineato i motivi del gesto: "dare la parola Ignazio La Russa, a delle idee fasciste, è un insulto alla memoria delle vittime e dei lavoratori che si sono battuti in questo luogo". Ad accendere il clima è stato poi Thomas Dermine, sindaco di Charleroi e membro del Partito Socialista belga. Dermine, in un lungo intervento, ha tacciato di "ipocrisia" chi difende i lavoratori e "chiude le frontiere" e, più volte, ha sottolineato come Charleroi sia "una città anti-fascista". Il suo intervento è stato tra i più applauditi, nel piazzale del Bois du Cazier, mentre La Russa, in prima fila, lo derubricava con ampi, sarcastici, sorrisi.

M.Kraus--BVZ