>ANSA-LA-STORIA/ 'Dissi no ma fui abusata', vittima critica il ddl Bongiorno
"Io temetti di non essere creduta. Ora sarà più difficile denunciare"
(di Michela Magnifico) "Circa tre anni fa, dopo aver partecipato ad una festa di compleanno di amici, uno di loro si è offerto di riaccompagnarmi a casa. Avevamo bevuto entrambi. So solo che lui voleva un rapporto sessuale. Dopo un consenso iniziale, gli dissi no. Più volte. Ricordo che mi spinse sul letto, ci fu una forzatura iniziale in cui lui riuscì nel suo intento contro la mia volontà, ma poi riuscii a mandarlo via. Fui stuprata. E al mio risveglio mi accorsi anche di avere dei lividi sulle braccia. Decisi di non denunciare. Temevo di non essere creduta per via del mio stato di ebrezza. Anche se il mio 'no', lo ricordo bene, fu molto chiaro. Oggi con il ddl Bongiorno per tantissime donne sarà molto più complicato denunciare. Sarà un passo indietro notevolissimo". E' il racconto che Francesca (nome di fantasia) affida all'ANSA. Francesca è una donna affermata, una professionista di circa 40 anni. E da tempo è impegnata come volontaria in molti Centri anti violenza della provincia di Foggia. Domani, con tante altre donne, parteciperà alle manifestazioni che si terranno in Puglia e in altre città d'Italia, per contestare la modifica dell'articolo 609 bis del codice penale. Nel nuovo testo la violenza sessuale - spiegano le promotrici della protesta contro il ddl Bongiorno - non è più definita come atto compiuto senza 'il consenso libero e attuale' della persona, ma come 'atto compiuto contro la volontà della persona'. "Questa legge - continua Francesca - rende praticamente impossibile per una donna denunciare. Il codice rosso ha acceso i riflettori sulla problematica facendo aumentare notevolmente le denunce. Con questa legge lo stigma per le donne sarà enorme". "A prescindere dalla volontà complessiva dell'intero disegno di legge e delle riforme che ultimamente si stanno approvando - sottolinea Daniela Gentile, avvocata e coordinatrice del Centro antiviolenza Rinascita Donna - il fatto di essersi uniformati a quello che è il modello tedesco a mio parere è andato ancor più a rendere vaga la definizione del consenso, o meglio ha creato un'inversione della prova, facendo cadere sulla persona offesa che già normalmente viene messa sotto torchio la necessità di provare di aver dissentito". "Quello che più dispiace - conclude - è che gli operatori dei Centri antiviolenza vengano come sempre poco considerati nella costruzione delle riforme".
V.Simon--BVZ