Unioncamere, Credito a micro e piccole imprese calato del 37% in 14 anni
Il primo Libro bianco nazionale, 5 miglioramenti per Fondo centrale di garanzia
Nonostante le micro e piccole imprese (mpi) costituiscano il 95% del tessuto imprenditoriale italiano e il loro numero sia rimasto stabile nel tempo (circa 5,5 milioni di imprese), lo stock di credito destinato loro è sceso dai 171 miliardi di euro del 2011 ai circa 107 miliardi del 2024 (-37%). Lo rivela il Libro bianco sul credito alle mpi, presentato oggi a Roma e realizzato da Federcasse, Banca Aidexa, Innexta, Confidi Systema!, Finpromoter e il gruppo Nsa insieme ad Uniocamere. La ricerca evidenzia che il trend negativo continua: nella seconda metà del 2025, mentre il credito generale alle imprese è tornato a crescere dell'1,2%, quello destinato alle micro e piccole imprese ha registrato un'ulteriore contrazione pari a circa 5 miliardi di euro, per una perdita totale di quasi 70 miliardi negli ultimi 15 anni. Le mpi verrebbero infatti penalizzate da asimmetrie informative, costi elevati delle istruttorie per i piccoli finanziamenti, inefficacia delle garanzie reali in Italia e progressiva riduzione delle reti bancarie territoriali. In questo contesto, il Fondo centrale di garanzia è indicato come il principale strumento pubblico di sostegno all'accesso al credito delle Pmi, ma che può essere migliorato attraverso 5 direttrici: rafforzamento del monitoraggio del credito alle mpi, aliquote differenziate in funzione del rischio, coperture calibrate sulla dimensione aziendale, un canale specifico dedicato alle garanzie di portafoglio e differenziazione in base alla durata dei finanziamenti.
H.Lange--BVZ