Cnel, i Comuni migliorano la gestione dei rifiuti e cresce la spesa media
395 euro per tonnellata +2% annuo, top in Liguria a 520 euro
Migliora la performance dei Comuni nella gestione dei rifiuti, con la raccolta differenziata in crescita e che ha già raggiunto i livelli fissati dagli obiettivi europei per il 2035, con 13 anni di anticipo, mentre la produzione totale di rifiuti è stabile o in lieve calo. Restano divari tra i comuni del Nord, soprattutto piccoli e medi, che sono più efficienti, mentre i grandi centri urbani del Sud e del Centro hanno costi elevati e livelli di raccolta ancora bassi. Lo rivela il Cnel nella Relazione annuale sui servizi pubblici 2025, presentata lo scorso ottobre. Per il servizio rifiuti, cruciale nelle politiche comunali sia per il peso finanziario sia per le ricadute ambientali e sociali, la spesa media è di 395 euro per tonnellata, in lieve crescita rispetto ai 386 euro dell'anno precedente (+2%), un incremento "nettamente inferiore al tasso di inflazione", rileva il Cnel. I valori minimi si confermano in Lombardia (307 euro, +6% rispetto al 2021) ed Emilia Romagna (305 euro, +3%), mentre il massimo rimane in Liguria (520 euro, +2%) e Basilicata (512 euro, +7%). Il Sud continua a spendere più del Nord. Anche il Centro resta su valori elevati: Umbria, Toscana e Lazio si collocano su livelli simili al Sud, mentre le Marche (342 euro) restano più vicine al Nord. Il Molise, con 368 euro, mantiene valori intermedi che se anche cresciuti del 7% restano ancora più bassi rispetto alla media del Sud. La produzione di rifiuti continua a essere in calo (-2%), con picchi in Lombardia (-4%) e nelle città fra 60.000 e 99.999 abitanti del Nord-Ovest (-7%). Emilia Romagna e Toscana si confermano le più grandi produttrici di rifiuti, con 632 e 588 chilogrammi per abitante, mentre in Basilicata e Molise se ne producono rispettivamente 355 e 374 chilogrammi per abitante.
L.Horn--BVZ